lunedì 14 luglio 2008

IL LUCERNARIO NELLA GROTTA (14 Luglio 2008)


Apro un po’ la finestra
La pioggia ora canta per la seconda volta, oggi
Il cielo piange spesso
In questo mese estivo
Quello in cui sono nata
Parla anche coi tuoni
Come in vari pianti isterici
In un calmo e silenzioso pomeriggio
Dai colori nitidi
Sotto un mantello bianco e grigio.
Dicono che molti partono per le ferie
Ma io non parto 
Senza fretta resto qua
Leggo storie di ricordi
Infanzie dolorose
Poesie e racconti entrano
Nella mia mente oziosa
Come una grotta grandissima
Ci si tuffano dentro
E rimbalzano senza sosta
Come per scacciare i miei soliti pensieri
Diventati ormai stalattiti
Goccia dopo goccia
Pioggia dopo pioggia
Il sole forte di certe giornate
Non arriva ad asciugare
Che una piccola parte
E l’acqua accumulata
Sale sottoforma di vapore
Che non riesce ad uscire
E viene continuamente pianta
Proprio a causa del sole
E della troppo piccola apertura
Là sopra
Come un lucernario

martedì 8 luglio 2008

8 luglio 2008

Troppe parole rimbalzano
ogni particolare riprende un ricordo
impensabile
che salta fuori
vittime e foglie cadono
senza stagione
autunno tutto l'anno
lasciano la linfa
che le aveva fatte crescere
e racconti nascono con esse
ogni morte provoca mille vite
di parole
il passato vive sempre
nella bocca degli altri
foglie morte
seminano nuove piante
diverse e uguali
un incrocio di significati
veri e falsi
bevono l'acqua che piove
dal dolore e dalla gioia

Cimitero



perché qui
a passeggiare nel silenzio?
i miei passi disturbano
il sonno 
dei visi che mi guardano
dalle foto
dei nomi senza volto
tra date doppie.
sguardi fissi
mi contemplano
per raccontare
il loro passato
di vite piene
qualche candela
illumina il loro letto
qualche fiore
conforta la solitudine
di chi vuol esser ricordato.
angeli bambini
madonne tristi
gesù a cuore aperto
posson proteggere
dalla dimenticanza
di chi non conosce il riposo?
i ritratti aspettano fissi
mi guardano tutti
e parlano
nostalgici rimpianti
anche se di dolori
ringraziano me
che gli presto attenzione
che gli affido pensieri
comprensione e compassione
riconosco in tutti i volti
tratti familiari
sento il profumo
delle sigarette del nonno
vedo il vestito della nonna
la pettinatura della prozia
un viso di bambino
come mia sorella
un sorriso giovane e forte
come mio fratello
la tristezza seria della guerra
del mio nonno sconosciuto
lo smarrimento
che provo io sempre
nel camminare la mia strada
tra poche candele
e pochi fiori
durante il giorno,
il mio viaggio,
e durante la notte,
il mio riposo pieno di sogni
di litigi, di demoni
mari in burrasca
rapimenti e omicidi
umiliazioni e fughe.
il passato di questi dormienti
sconosciuti
mi protegge con grandi ali
ma non riesce
a staccarmi del tutto
da questi voli
nel vento della tempesta
eppure mi fanno albergare
nel loro faro
durante il mio passaggio.