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domenica 12 febbraio 2012

L'abbraccio



12 febbraio 2012

Quando le ombre della giornata
tagliano il mio fragile umano cuore,
prendo coraggio solo 
nel tuo abbraccio.
Non puoi avvicinarti?
Il tuo sorriso e il tuo sguardo 
sono l'abbraccio.
Non puoi raggiungermi?
Le tue parole 
sono l'abbraccio.
Non sai cosa dire?
I tuoi gesti 
sono l'abbraccio.
Devi fare altro?
Le parole che usi per dirmi che mi vuoi bene 
sono l'abbraccio.
Non mi vuoi bene?
I pensieri di te 
sono l'abbraccio.
Perché tu sei in me.
Perché io sono te.

domenica 29 gennaio 2012

Ritratti della "senzatettitudine"

"Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior." 
(Via del Campo - F. De Andrè)
©Lydia Bailey in Portraits of Homelessness

Mi hanno sempre colpito i senzatetto. E ora più che mai.
In questa Italia malata, pregna di raccomandazioni anti-meritocratiche.
In questo Nordest, invischiato nel perbenismo borghese.
Posso avere le mani sporche da laureata?
Posso essere senza casa, dopo un master?
I miei capelli spettinati, le mie scarpe usate, i miei vestiti sempre uguali, mi rendono ancora essere umano?
Dietro i giorni di sporco, dietro la malattia, dietro il dolore, c'è ancora un essere umano. Che uomo è?
Gli parlereste mai? Gli chiedereste come sta? E magari non lo fate perché avete paura che lui abbia bisogno di qualcosa che voi potete dargli senza problemi?
Mi sono sempre chiesta perché un senza tetto da così tanto fastidio a un borghese (chi ha un lavoro e vive per esso). Ora forse l'ho capito.
La differenza sta nel fatto che il borghese segue la filosofia del "guarda, passa e più non dimandare".
Ma non potrà mai ignorare l'inferno, e se lo porterà dentro.
Il senzatetto invece è un re nel suo regno: di chi lo ignora, si dimentica immediatamente e non se ne ricorderà mai. Anche perché non è paradiso, ciò che lo ha ignorato.