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© Half--the--Fun |
Scrivo con una penna ad inchiostro.
Le parole scivolano sulla superficie del foglio,
escono dalla mente e dal cuore come da una sorgente infinita
si trasformano in forme dalle curve morbide come anse
ed in righe dritte e feroci come dighe e alberi caduti.
L'acqua scorre densa di vita, di pensieri, di parole e di sentimenti,
ora placida e gentilmente affettuosa, amante,
ora impetuosa e dirompente, assassina.
Questo fiume è solo mio, è la mia solitudine, è il mio monologo.
Nessuno commenta, nessuno consiglia e conforta.
Solo io e me stessa, la mia acqua dolce che diventa mare di golfo e poi oceano.
Da anni avevo perso la via per questo corso d'acqua.
Ma ora che l'ho ritrovato, temo di riperderlo o di perdermi in esso.
Il tempo a specchiarmi da questa canoa leggera pare infinito.
Mi osservo, io e la mia gemella parliamo senza voce.
E' strano confrontarmi con me stessa,
sembra di essere in un altro mondo, un pianeta a parte:
regna il silenzio, solo l'acqua parla con un infrangersi di mille echi
Se provo ad emettere parole, esce solo musica con forte riverbero
E la mia gemella mi osserva sorridendo.
Ho paura di lei, e lei lo capisce.
Ci guardiamo tristi e sospettose,
allunghiamo la mano ma fra di noi l'acqua riempie i nostri occhi
Non posso toccare con mano me stessa
Osservo il cielo riflesso sull'acqua con le sue nuvole e colori
Capiamo che siamo distanti, in realtà
Due mondi distinti e incollegabili se non da quest'acqua.
Il fango, le foglie ed i pesci rompono l'immagine riflessa a tratti
L'evidenza della lontananza è anche nel sogno.
Mi ritrovo a fissare questo lungo corso di liquide parole scritte
Gli occhi spalancati in una visione irreale
Me ne distacco, faccio altro, un the, della musica...
Questo rapporto con me stessa è faticoso, non riesco a sopportarlo a lungo.
Me ne dimentico, appoggio la tazza sul foglio, una canoa allagata sul fiume.
Appena bevo ancora il the, vedo la chiazza tonda sulle mie parole...
Si è formato un sole infuocato sul mio fiume, un cerchio di foglie su una foresta di parole.
Mi ipnotizzo ancora a guardare questo fiume e me stessa riflessa,
il mio monologo mi guarda, la mia solitudine è la mia stessa compagnia.
Nulla mi distrae, mi concentro e penso.
Non riesco più a scrivere, la mia gemella mi fissa e ci capiamo
Vorremmo non essere così lontane, così sole, così incapaci di comunicare direttamente
Ci prendiamo per mano nell'acqua, lungo le morbide onde della canoa
La scia del mio percorso e lei che mi segue
Siamo sempre soli in questo mondo, in noi stessi...
La mano liquida mi stringe in risposta alla mia
I nostri sguardi diventano liquidi e beviamo l'uno quello dell'altra
Goccia dopo goccia
Ben presto arriva un acquazzone che cancella poco alla volta la me d'acqua
Addio, a presto, addio mia unica comprensione
Mi sveglio da quel sogno, scoprendo di essermi addormentata sulle mie parole
La piccola radura di foglie coperta da un sole di fuoco
Ora aveva anche un lago, una nuvola, un ghiacciaio, una montagna
Le mie lacrime avevano dato forma alle mie parole
La mia me riflessa era là a guardarmi.

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